Intolleranza al lattosio e celiachia. La nuova peste

Sempre più persone si scoprono celiache o intolleranti al lattosio. Patologie apparentemente non gravi ma che portano gravi problemi fisici, psicologici ed incidono notevolmente in maniera negativa sulla qualità della vita.

Ma cosa sono, da cosa derivano e cosa fare?

Intolleranza al lattosio

Ti capita di gonfiare, avere diarrea, flatulenza o nausea dopo un po’ che hai mangiato? Hai fatto caso se tali disturbi arrivano dopo il cappuccino della mattina o una pizza o un gelato? Magari è un po’ che questi disturbi vanno avanti e ti è comparso uno sfogo cutaneo?

Ti consiglio di farti fare il test sull’intolleranza al lattosio. Niente di grave o impossibile, non ci sono aghi siringhe o simili, devi solo ingerire un beverone e soffiare in un tubo a determinati intervalli di tempo.

Ma cos’è l’intolleranza al lattosio? In pratica è la carenza di lattasi, un enzima che serve a digerire lo zucchero contenuto nel latte ed in tutti i suoi derivati. Quando questo zucchero non viene perfettamente digerito rimane nel nostro intestino e fermenta provocando i disturbi già descritti.

Questa carenza compare in tutti gli esseri umani a partire dal secondo anno di vita. La natura si regola su un proprio calendario biologico e ritiene che intorno a quell’età un bambino smetta di assumere latte materno e quindi non ha più bisogno dell’enzima lattasi. Se il latte materno viene sostituito con altro latte, in genere, questa carenza risulta molto meno accentuata salvo altri problemi che possono essere di natura genetica o congenita. In linea generale possiamo dire che questa intolleranza è frequente in adolescenti ed adulti che dai due anni in poi non hanno più voluto il latte, non hanno mangiato yogurt o formaggi.

Celiachia

La malattia celiaca è più grave e si ha quando il glutine contenuto nei cereali e nei suoi derivati infiammano l’intestino tenue arrivando anche a creare delle vere e proprie lesioni.

I sintomi sono simili a quelli dell’intolleranza al lattosio ma possono essere anche altri quali ritardo nella crescita del bambino, abbassamento delle difese immunitarie e gastrite.

Negli ultimi anni si è notato un aumento dei casi di celiachia soprattutto di primo grado. La celiachia di primo grado non può essere considerata malattia celiaca nel vero senso della parola, diciamo che è una forma di intossicazione da glutine che ha irritato l’intestino, in questo caso basta sospendere l’assunzione di cereali  per un certo periodo.

La celiachia ha cause sostanzialmente genetiche.

Cibi sostitutivi

Avete mai provato a fare un cappuccino con latte di soia? Scordatevi la schiuma. La pasta di mais? Praticamente è polenta a forma di fusillo.  Ed i biscotti che si trovano in commercio? Leggendo gli ingredienti prende paura. Soia, oli vegetali idrogenati, aromi e così via.

Ma chi l’ha detto che gli alimenti per queste persone debbano essere necessariamente o di scarsa qualità o di scarso gusto?

Tortapistocchi® lavora in un ambiente privo di farine e fra le caratteristiche della sua torta c’è quella di essere glutenfree. Per questo motivo volendo inserire in produzione una linea di biscotti sono dovuti essere per forza privi di glutine. I Biscotti di Pistocchi sono fatti con farina di mais, farina di riso e farina di mandorle, l’arte si è espressa nel bilanciare i sapori in modo tale da non sembrare delle polentine al cioccolato, alla cannella o altro come la maggioranza dei biscotti glutenfree che si trovano nella grande distribuzione.

Per gli intolleranti al lattosio ci ha pensato Nonna Sermide che per i suoi biscotti utilizza esclusivamente grano duro Senatore Cappelli, grani teneri antichi, farro, olio di girasole, zucchero di canna e succo di mela. Niente ingredienti di origine animale quindi adatti anche per una dieta vegan.

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