Berlingozzo

Oggi volevo parlarvi del Berlingozzo. Anche questo è un dolce nato per festeggiare il giovedì grasso ed infatti prende il nome proprio da Berlingaccio.

A Firenze, infatti, il giovedì grasso viene chiamato Berlingaccio fin dai tempi di Cosimo I e nel cinquecento il verbo Berlingare indicava travestirsi e spassarsela a tavola. Pare che il termine derivi dal tedesco Bretling ovvero tavola da pranzo.

Il Paolo Petroni nel suo “Il libro della vera cucina fiorentina” riporta anche un’altra ipotesi, più estrosa ma meno attendibile. Si fa riferire il termine a tal Berlinghieri paladino di Carlomagno passato alla storia come gran mangiatore e bevitore.

Ma veniamo alla ricetta

Ingredienti

  • 350 gr di farina
  • 200 gr di zucchero
  • 3 uova
  • 1/2 bicchiere di latte
  • 1/2 bicchiere di olio EVO
  • 1 limone
  • 1 pizzico di sale
  • lievito in polvere

Procedimento

Prima di tutto montare le uova con lo zucchero e quando risulteranno spumose aggiungere l’olio a filo seguitando a mescolare. Quindi aggiungere il pizzico di sale e la scorza del limone grattugiata.

Con calma incorporare la farina ed aggiungere via via il latte in modo da far rimanere l’impasto liscio e cremoso. A fine lavorazione aggiungere lo lievito e versare in una forma per ciambelle imburrata ed infarinata.

Nella zona di Lamporecchio non viene formato a ciambella ma viene fatta la classica torta rotonda, la dose della farina viene giudicata “ad occhio” e vengono aggiunti dei semi di anice. Praticamente è l’impasto dei famosi brigidini di Lamporecchio con l’aggiunta di lievito e cotto in forno invece che sulla piastra.

La cottura avviene in forno a 150° per circa 40 minuti. Fate attenzione a non aprire il forno prima che non sia ultimata la cottura altrimenti il Berlingozzo scende.

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